Il pane fatto in casa non fa ingrassare, ecco lo studio e la ricetta

Le offerte sul mercato sono tante, potrebbe sembrare inutile prepararsi il pane da soli, ma così non è, perché in realtà il pane è uno degli alimenti che maggiormente consumiamo nella nostra vita e soprattutto il pane è salute.

Dieta anti-carboidrati

Dieta anti-carboidrati

Se quello bianco spesso, si sente dire, “fa ingrassare” (ma questa affermazione non è del tutto vera), anche quello integrale, che si ritiene più salutare proprio perché “integro”, nelle pezzature vendute in panetteria, veramente integrale sempre non è. Quindi meglio farselo in casa…

Perché il pane integrale, se fatto veramente bene, non fa impennare l’insulina, e favorisce l’evacuazione grazie alle fibre e ai semi oleosi che contiene.

Il pane integrale, rispetto a quello bianco, contiene più crusca, perché la sua farina, rispetto a quella bianca, è composta essenzialmente dal rivestimento esterno del chicco di grano. Proprio per questo il pane integrale contiene una percentuale di carboidrati minore (generalmente inferiore a 50 gr. per 100 gr. di pane) e per questo motivo è anche leggermente meno calorico(240 Kcal su 100 gr, contro le 280-290 Kcal).

Ovviamente è maggiore l’apporto di Sali minerali (come il ferro), vitamine (B1 e B2) e proteine.

Come fare allora il pane in casa?

Innanzitutto vi diciamo che possedere una macchina per fare il pane semplifica, e di molto, le cose: una volta versati gli ingredienti, impasta, lievita e cuoce tutto da sola!dsc024481

Per una buona macchina del pane bastano appena sui cinquanta euro, dura per sempre, vi dona salute duratura.

Per info, digitate sul motore di ricerca Google “macchina per il pane” e troverete tutte le risposte del caso. Un ottimo prodotto, consigliato, è la macchina della Promexa (www.promexa.com).

Se fatto a mano… in ogni casa italiana c’è una brava mamma che può suggerirvi quale tecnica adottare per una buona cottura del vostro pane!

Noi invece qui sotto vi diamo la ricetta “giusta”, suggerita da dott. Fabrizio Duranti nel suo libro “Un medico per amico” (www.studio-duranti.it)

pane-integrale

Per una PAGNOTTA da 850 grammi…

350 ml di acqua minerale a basso residuo fisso

375 gr. farina integrale di grano (oppure anche di fatto, avena e kamut)

150 gr. di semi di lino, zucca, girasole e fiocchi d’avena o riso o orzo (a piacere)

un cucchiaino di sale marino

un cucchiaino di miele

una bustina di lievito secco

Se vuoi variare il sapore e renderlo più stuzzicante (ma diventa un po’ più calorico) ci metti noci, mandorle, olive, uvetta secca (pane dolce)

pane2NB: per completare la “strategia dimagrante” leggetevi bene sempre sul sito, sempre nella sezione SCIENZA & SPORT, a proposito del Thé Verde. Soprattutto applicate…)

Pizza al trancio fatta in casa, ecco i trucchi [VIDEO]

Vi piacerebbe riuscire a fare una pizza non solo buona, ma anche leggerissima e ad alta digeribilità?
Seguite la mia ricetta e scoprirete tutti i trucchi per l’impasto, la lievitazione e la cottura. Pronti? Partiamo ….

Impasto base per una teglia di 32×36 cm.

come-preparare-la-pizza-al-trancio_050c65b51c6c863c7c4a27b503703945

Ingredienti:

500 g di farina 0, o per pizza
2 g di lievito di birra fresco
290 g di acqua
12 g di sale
2 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Preparazione:

1° fase:

Preparate due bicchieri e riempitene uno con 100 g di acqua e l’altro con 50 g di acqua. Nel primo sciogliete il sale e nell’altro sciogliete il lievito. Mettete la restante acqua in una ciotola e unite un po’ di farina, a pioggia, fino ad ottenere un impasto morbido. Aggiungete l’acqua con il lievito e ancora farina. Impastate per 5 minuti, poi unite l’acqua con il sale e tutta la farina rimanente. Impastate per 8/10 minuti fino a che’  l’impasto risulta elastico,  lucido incordato , non appiccicoso  ecco a questo punto, strappando un po’ l’impasto e allargandolo, aggiungete 2 cucchiai d’olio ( ed un cucchiaino di aceto, oppure di limone).  Continuate ad impastare finche’ l’olio si amalgama e ottenete una pasta omogenea.
Potete impastare a mano, o con la macchina per il pane (programma pasta), o con un’impastatrice a gancio.
Quando la pasta è ben incordata, datele la forma di un panetto) in base al tipo di teglia. Se la teglia è tonda, formate una palla, se è rettangolare, formate un panetto più allungato ecc..
Se distribuite bene la pasta, sarà piu’ semplice, dopo, stenderla.
Lasciatela riposare, coperta, per 20 minuti.

Lasciatela riposare, coperta, per 20 minuti.

Trascorso il tempo di 20′, spolveratela con un po’ di farina e allargate l’impasto con le mani,  oppure con un mattarello,  tenendo sempre presente le dimensioni della teglia, meglio fermarsi un po’ prima.
Intanto che la pasta riposa ancora un po’, prendete la teglia, versateci un cucchiaio di olio e spennellatela, con un pennello da cucina, avendo cura di passarlo anche sui bordi (l’olio non deve essere eccessivo altrimenti, quando la pasta lievita, lo fa strabordare).
Ora, prendete la pasta e ponetela nella teglia, allargandola e allungandola, per adattarla bene alle dimensioni.
Ricordate che lo spessore della pasta non dovrà essere inferiore ai 6 mm.

Ottimo… il lavoro piu’ delicato l’avete fatto.

2° fase:

Prendete un legnetto appuntito tipo spiedini e bucarellate la pasta, tenendo conto che basta un foro ogni 2,5 cm. circa.
Adesso prendete l’olio e spennellate o spalmate, con le dita, tutta la superficie della pasta, compresi i bordi, quasi a schiacciarli un po’.
Mettete la teglia nel forno spento e lasciate lievitare per un minimo di 16 ore fino ad un massimo 24 ore. Ovviamente, i tempi dipendono dalla temperatura ambientale. Ho fatto una prova di 27 ore e ho notato che il picco max  di lievitazione e’ stato tra le 18\22 ore, con temperatura ambiente di 20° gradi circa.

3° e ultima fase:

OK, è arrivato il momento di tirare fuori la teglia dal forno. Mettetela in un angolo dove non ci sia ne’ aria corrente, ne’ e l’aria dal forno!!!
Non toccate, ne’ bucate, eventuali bolle di lievitazione!!!
Aspettate che il forno arrivi alla massima temperatura. Per un forno elettrico, ci vorranno, circa, 40 minuti.
NON CONDITE ANCORA !!!!!!!!!!

La cottura della pizza:

Infornate, mettendo la teglia sul primo ripiano, in basso, per 7 minuti.

Togliete la teglia dal forno la farcite, mettendo la salsa di pomodoro e la mozzarella tagliata a dadini molto piccoli, o a scaglie sottili.
Consiglio di fare scaldare un po’ la salsa e non mettere roba fredda …
Infornate, sul secondo livello, per altri 9/10 minuti. Se, invece, vedete che, sotto, si e’ rosolata abbastanza, infornate sul terzo livello per
6/8 minuti.

Buon appetito! …. e, se possibile, non mangiatela tutta, perchè …. il giorno dopo …. è buona anche fredda ….

Fonte: http://ow.ly/IcjtA
Annunci

Olio di palma, come ci avvelenano

olio di palma

Chi ha l’abitudine di controllare le etichette dei prodotti alimentari prima di compiere un acquisto si sarà imbattuto nella dicitura “olio di palma” oppure “olio vegetale“, che, se non seguita da una ulteriore specificazione posta tra parentesi e riguardante il tipo di olio utilizzato, potrebbe nascondere proprio quest’olio di provenienza esotica e sempre meno ben visto sia dal punto di vista salutistico che ambientale.

A lasciare particolarmente sconcertati è la diffusione del suo impiego, che abbraccia non soltanto l’industria alimentare, ma anche il mondo della cosmesi, trattandosi di un olio considerato molto versatile, oltre che disponibile sul mercato a prezzi contenuti rispetto ad altri oli vegetali maggiormente pregiati. La sua presenza negli alimenti confezionati non interessa soltanto i comuni prodotti da supermercato, ma anche i cibi biologici, tra cui si possono individuare, ad esempio. fette biscottate e biscotti per la colazione. E’ necessario dunque porre unaparticolare attenzione alle liste degli ingredienti in qualsiasi luogo si acquisti un prodotto ed a qualsiasi marchio si faccia riferimento.

L’olio di palma, nei comuni prodotti confezionati, non manca di essere utilizzato in prodotti sia dolci che salati, tra i quali è possibile individuare diversi tipi di alimenti da forno, come crackers e grissini, ma anche merendine di vario genere e biscotti, senza contare alcune delle creme spalmabili più diffuse ed alcuni tipi di margarina, oltre che alcune basi pronte fresche o surgelate per la preparazione di torte salate, pizze e focacce e differenti tipologie di pietanze precotte o prefritte.

Ciò che ci dovrebbe spingere ad evitare il consumo di prodotti contenenti olio di palma al fine di proteggere la nostra salute riguarda il suo elevato contenuto di grassi saturi, che può raggiungere anche il 50% nel caso dell’olio di palma derivato dai frutti e l’80% nell’olio di palmisto, derivato dai semi. Si tratta di oli spesso utilizzati a livello industriale per la frittura ed a livello cosmetico per la preparazione di creme, saponi e prodotti detergenti destinati alla cura della persona.

Il suo elevato contenuto di grassi saturi lo rende semi-solido a temperatura ambiente. Ciò avviene sia nel caso dell’olio di palma che dell’olio di palmisto, che viene impiegato soprattutto inpasticceria per la realizzazione di creme e farciture dolci, per le canditure e per la preparazione delle glasse. Il suo elevato contenuto di grassi saturi non è purtroppo controbilanciato da un’adeguata presenza di acidi grassi polinsaturi benefici, ritenuti in grado di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo LDL.

L’olio di palma trova inoltre impiego al di fuori dell’industria cosmetica ed alimentare, ad esempio nella produzione di biodiesel. Il biocarburante ottenuto a partire dall’olio di palma è stato però bollato dalla U.S. Environmental Protection Agency come non ecologico, in quanto la sua produzione è causa di emissioni di anidrdide carbonica superiori a quanto consentito perché un biocarburante venga considerato realmente “pulito”, oltre che per via degli ingenti costi ambientali legati alla sua produzione.

olio di palma2

Essi sono principalmente legati alle modalità stesse di diffusione della coltivazione di palme da olio, avvenuta in maniera sempre più massiccia nel corso degli ultimi anni per via dell’esigenza del mondo industriale di avere a propria disposizione un olio a basso costo ed utilizzabile, come visto, in numerosi campi di applicazione. Alla diffusione delle piantagioni di palme da olio si oppongono da tempo associazioni ambientaliste come Greenpeace e Friends of the Earth, ben consce dei gravi danni per l’ecosistema provocati da tale pratica.

La coltivazione di palme da olio sta infatti prendendo piede sottraendo terreno a foreste dal valore inestimabile, comprese antiche foreste pluviali caratterizzate dalla presenza di ecosistemi irripetibili al mondo. La preparazione del terreno per la coltivazione delle palme da olio richiederebbe interventi drastici che comprenderebbero incendi in grado di distruggerecentinaia di ettari di foreste ogni anno in nome di necessità industriali sempre più incalzanti, contribuendo alla scomparsa di sempre più numerose specie vegetali ed animali, che si trovano improvvisamente deprivate del proprio habitat naturale.

palm oil

La deforestazione interessa zone del mondo come la Costa d’Avorio, l’Uganda e l’Indonesia – e non solo – le cui foreste incontaminate vedono via via erosi i propri confini a causa della domanda crescente di un olio di cui il mondo potrebbe benissimo fare a meno, a favore di prodotti decisamente più salutari e sostenibili e di un’industria alimentare in grado di fornire prodotti di qualità che non si basino dunque su ingredienti pressoché scadenti dal punto di vista nutrizionale. La devastazione delle foreste pluviali provoca inoltre un grave danno alle popolazioni indigene che tuttora le abitano (contribuendo alla loro difesa e protezione), alle quali territori che esse occupano da secoli verrebbero sottratti senza remore.

palm oil liquido

Alla distruzione delle foreste indonesiane è stato dedicato un film documentario “Green the Film“, della durata di quarantacinque minuti, e purtroppo privo di lieto fine, una conclusione alla quale sembrerebbe impossibile riuscire a porre rimedio, se agli interessi delle industrie che impiegano olio di palma non viene sostituita una sincera preoccupazione per le sorti del Pianeta.

Di struggere le foreste pluviali significa dire addio a dei veri e propri paradisi di biodiversità e a dei polmoni verdi che da millenni sono correlate alla produzione dell’ossigeno necessario alla sopravvivenza di ogni forma di vita, compresa la nostra.

Fonte: http://bit.ly/1zFh0Ak

Ma cosa mangi? Il panino che mangio a pranzo

Lo sappiamo tutti, il cibo è veramente troppo importante per non preoccuparci di cosa mangiamo.

ciboIl cibo è la benzina del nostro corpo, regola la nostra salute, il nostro umore, è prevenzione da alcune malattie: insomma è fondamentale capire cosa mangiamo.

Ultimamente faccio veramente molta fatica a capire cosa comprare da mangiare, infatti sto sempre di più osservando le etichette (in un sacco di alimenti troviamo l’olio di palma).

Ora come possiamo tutelarci? La risposta è abbastanza difficile. Non voglio essere banale, oltre alle soluzioni come il Km 0 , i prodotti biologici, mi accorgo sempre di più che c’è da fare un salto a piedi pari come società, infatti basta uscire a mangiare un panino a pranzo, andare in forneria o bar che si trovano ingredienti malsani. L’ altro giorno entrando in forneria, per comprarmi una focaccia, guardavo gli ingredienti: Farina 00, acqua, malto, strutto, e un conservante (ricordo solo che incominciava con la E…). Ma dai cavolo come posso mangiare sano??? Per sano intendo senza prodotti troppo raffinati, prodotti essenziali!!!

Olio di Palma

Olio di Palma

Insomma i prodotti sani come quelli che faceva la nonna sono molto difficili da trovare.

Ho voglia di esplorare e cercare soluzioni, perché mi frega della mia salute e del mondo dove viviamo (per produrre il famoso olio di palma stiamo disboscando intere foreste!!!).

Queste sono solo alcune domande che mi pongo ogni giorno, con voi voglio provare a rispondere.

Vi chiedo di aiutarmi con commenti, consigli, critiche.

INSTAGRAM, ECCO COME FARSI TROVARE CON I 20 TOP TAG

Da qualche giorno Instagram ha fatto uscire il primo update dell’era Facebook. Piccoli aggiornamenti ma soprattutto ad una funzione è stato dato grosso rosalto, la possibilità di filtrare le foto per tag.
Chi cerca visibilità su questa app di social sharing saprà che i tag sono il principale strumento per essere trovati. Soprattutto dopo l’introduzione dell’app per Android emergere è sempre più complicato, così abbiamo pensato di sergnalarvi le 20 tag più popolari su Instagram.

 

instagram1

1. #love 14,983,849 Photos

2. #instagood 14,851,509 Photos

3. #iphonesia 12,162,504 Photos

4. #photooftheday 11,969,037 Photos

5. #instamood 10,281,162 Photos

6. #igers 9,006,003 Photos

7. #me 8,765,523 Photos

8. #cute 8,342,840 Photos

9. #iphoneonly 8,245,006 Photos

10. #instagramhub 7,970,003 Photos

11. #picoftheday 7,531,064 Photos

12. #girl 6,913,615 Photos

13. #jj 6,763,392 Photos

14. #instadaily 6,624,351 Photos

15. #bestoftheday 6,092,101 Photos

16. #sky 6,000,397 Photos

17. #igdaily 5,675,394 Photos

18. #beautiful 5,604,183 Photos

19. #webstagram 5,383,815 Photos

20. #summer 5,135,171 Photos

PRO

Sono i tag più diffusi, probabilmente i più ricercati a livello mondiale.

CONTRO

..proprio per questo rischiano di soffrire di eccessiva popolarità e la vostra foto potrebbe finire in mezzo a migliaia di altre immagini.

Il consiglio è di affiancarli a tag minori, monitorarne i risultati e soprattutto utilizzare soltanto quei tag attinenti al soggetto della foto.

 

http://ow.ly/AfMIE

L’attimo è fuggito, Addio Robin Williams

La moglie: “Il mondo ha perso una persona meravigliosa”

Questo slideshow richiede JavaScript.

L’attore, 63 anni, è stato trovato morto nella sua abitazione di Tiburon, in California. Secondo la polizia locale si tratterebbe di suicidio. Mondo del cinema sotto shock. Obama: “Unico nel suo genere”. Spielberg: “Un genio”

– See more at: http://www.rainews.it/#sthash.a7Sro996.dpuf

È morto Robin Williams

Una notizia incredibile e scioccante taglia in due questa nottata di metà agosto: è morto Robin Williams. L’attore sessantatreenne, noto per i ruoli in tantissimi film di culto degli ultimi due decenni – da Will Hunting – Genio Ribelle (che nel 1997 gli garantì anche un Oscar come Miglior Attore non Protagonista) a Mrs.Doubtfire, da Good Morning, Vietnam! a La leggenda del Re Pescatore – è stato trovato morto nella sua abitazione nella giornata di lunedì 11 agosto. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di suicidio per asfissia.
Seguiranno aggiornamenti.

Questo slideshow richiede JavaScript.